Verso un Progetto Efficace ed Integrato di Pastorale Giovanile e Vocazionale

La rapidità dei processi di cambiamento e di trasformazione è la cifra principale che caratterizza le società e le culture contemporanee (cfr. Laudato Si’, 18). La combinazione tra elevata complessità e rapido mutamento fa sì che ci troviamo in un contesto di fluidità e incertezza mai sperimentato in precedenza: è un dato di fatto da assumere senza giudicare aprioristicamente se si tratta di un problema o di una opportunità. Questa situazione richiede di assumere uno sguardo integrale e acquisire la capacità di programmare a lungo termine, facendo attenzione alla sostenibilità e alle conseguenze delle scelte di oggi in tempi e luoghi remoti. […]

Chi è giovane oggi vive la propria condizione in un mondo diverso dalla generazione dei propri genitori e dei propri educatori. Non solo il sistema di vincoli e opportunità cambia con le trasformazioni economiche e sociali, ma mutano, sottotraccia, anche desideri, bisogni, sensibilità, modo di relazionarsi con gli altri. Inoltre, se da un certo punto di vista è vero che con la globalizzazione i giovani tendono ad essere sempre più omogenei in ogni parte del mondo, rimangono però, nei contesti locali, peculiarità culturali e istituzionali che hanno ricadute nel processo di socializzazione e di costruzione dell’identità.  […]

Nel contesto di fluidità e precarietà che abbiamo delineato, la transizione alla vita adulta e la costruzione dell’identità richiedono sempre più un percorso “riflessivo”. Le persone sono forzate a riadattare i propri percorsi di vita e a riappropriarsi continuamente delle proprie scelte. Inoltre, insieme alla cultura occidentale si diffonde una concezione di libertà intesa come possibilità di accedere a opportunità sempre nuove. Si rifiuta che costruire un percorso personale di vita significhi rinunciare a percorrere in futuro strade differenti: «Oggi scelgo questo, domani si vedrà». Nelle relazioni affettive come nel mondo del lavoro l’orizzonte si compone di opzioni sempre reversibili più che di scelte definitive. […]

Accompagnare i giovani richiede di uscire dai propri schemi preconfezionati, incontrandoli lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi; significa anche prenderli sul serio nella loro fatica a decifrare la realtà in cui vivono e a trasformare un annuncio ricevuto in gesti e parole, nello sforzo quotidiano di costruire la propria storia e nella ricerca più o meno consapevole di un senso per le loro vite.

da I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Documento preparatorio al Sinodo dei giovani 2018

 

Il documento preparatorio del Sinodo dei giovani invita ogni Chiesa ad adoperarsi in modo nuovo nell’accompagnamento umano, spirituale e vocazionale dei giovani…. Conoscendo la nostra storia, le urgenze del territorio e forti delle parole profetiche dei vescovi e del papa come Chiesa Locale di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia ci sentiamo particolarmente chiamati a pensare un itinerario che getti le basi di una progettazione globale di pastorale giovanile e vocazionale integrate finalizzata alla crescita spirituale, culturale e sociale dei giovani dell’Alta Irpinia. Il mondo giovanile è in continuo cambiamento non solo per i diversi passaggi generazionali che si susseguono con lo scorrere degli anni, ma anche per la miriade di subculture che nella nostra situazione territoriale accentua la frammentazione di esperienze di vita e di ricerca di senso.
Un elemento comune presente in tutti i giovani rimane il desiderio di realizzazione personale, che si esplicita nella ricerca di una maturità personale, nell’inserimento del mondo lavorativo, nel bisogno di senso dettato dall’affettività e dallo spirito. Pur essendo presente nel cuore di ogni giovane questa continua ricerca che potremmo chiamare di “senso”; rimane difficile poter configurare un itinerario che li porti ad un progetto di vita in cui lavoro fede e maturità umana riescano a configurarsi in un equilibrio di crescita aperto alla dimensione della fede.
È questa la scommessa che la nostra Chiesa Diocesana deve cercare di vincere, in questo decennio pastorale dedicato alla formazione e in vista del sinodo dei giovani per l’anno a venire del 2018.
Seguendo l’esempio di Cristo e la pedagogia del Vangelo, dobbiamo imparare, passo dopo passo, a farci prossimi ed affiancarci ai giovani nella loro ricerca. Come avvenne con i discepoli di Emmaus, comminando insieme al Signore, dobbiamo metterci in ascolto della Parola, ma al tempo stesso costruire, con linguaggi nuovi, elementi di speranza che permettano loro di tornare a Gerusalemme per raccontare l’incontro con il Risorto, l’incontro che segna la svolta, l’incontro che cambia la vita.

Non possiamo fare un progetto per i giovani, è nostro dovere di pastori, costruire un’idea progettuale con i giovani, dove loro stessi possano sentirsi protagonisti del loro futuro per dare concretezza alla speranza, che è segno della presenza del Regno di Dio in mezzo a noi.

Secondo le indicazioni del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, il mondo dei giovani può essere compreso in 3 grandi ambiti:

Ragazzi
Adolescenti
Giovani

Le nostre iniziative pastorali riescono a coinvolgere in maniera più fluida i primi due ambiti, spesso oggetto della pastorale sacramentale e delle attività parrocchiali. La presenza di associazioni e movimenti ecclesiali rendono la pastorale dei ragazzi e degli adolescenti efficace ma non su tutto il territorio diocesano.
Rimane la grande incognita dei Giovani, il nuovo popolo dell’Esodo, alla perenne ricerca di una Terra Promessa, che spesso trovano fuori dal nostro territorio, vuoi per motivi di studio vuoi per motivi di lavoro.
Come camminare insieme a loro nel deserto alla ricerca di sorgenti di speranza? Come affrontare la calura dello scoraggiamento o l’aridità della progettazione?

La nostra risposta ecclesiale rimane alta: la preghiera…

In una società sempre più rumorosa, che offre una sovrabbondanza di stimoli, un obiettivo fondamentale della pastorale giovanile vocazionale è offrire occasioni per assaporare il valore del silenzio e della contemplazione e formare alla rilettura delle proprie esperienze e all’ascolto della coscienza.

Attraverso le esperienze di Lectio Divina e il Percorso di Catechesi Esistenziali nei tempi forti, proposte di Esercizi Spirituali di gruppo e individuali, l’accompagnamento spirituale e vocazionale dei singoli, il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni offre strumenti e metodo per disporre il cuore alla forma di preghiera personale più incisiva: la meditazione della Parola di Dio e le provocazioni a livello esistenziale e di scelte di vita che lo Spirito suscita.
Quella stessa Parola con cui è stato creato l’universo viene proposta a noi oggi affinché susciti uno spirito creativo che ci aiuti ad incarnare la speranza nella nostra vita di Chiesa in cammino con i Giovani del nostro territorio.

Accanto alla dimensione spirituale e catechetica una delle esperienze forti, proposta in questi anni in varie forme e che risponde ai segni dei tempi, è “il pellegrinaggio”…

Il pellegrinaggio è “icona” del cammino esistenziale dei singoli e del gruppo-comunità e si classifica come strumento privilegiato per dar valore al percorso di conversione continua del cuore per lasciarsi abbracciare in modo pieno dall’amore del Padre, dall’opera di salvezza del Figlio, dalla vitalità dello Spirito…

Il pellegrinaggio è metafora di vita, è centrarsi sull’essenziale per la propria esistenza, è ricerca di senso e dei propri desideri, è conoscenza di sé in qualità e limiti, è affrontare gioie, paure e fallimenti, è saper chiedere e dare aiuto quando ce n’è bisogno…

Il pellegrinaggio è solida base per riacquisire fiducia e speranza, per definire le scelte della vita, per adoperarsi con coraggio nel dare un contributo costruttivo a società e Chiesa del nostro territorio!

Da qualche anno ormai, seguendo le orme di Guglielmo anche noi ci siamo messi in cammino alla scoperta di nuovi luoghi, di noi stessi, dei nostri desideri, della nostra spiritualità… ma anche del nostro territorio, dell’uomo che lo abita, della nostra cultura e religiosità. Le esperienze di pellegrinaggio proposte in questi anni sono varie: dai sentieri attraverso l’Altairpinia e i luoghi visitati da San Guglielmo, al Cammino di Santiago, al Cammino delle Sette Cattedrali… tutte esperienze simbolicamente rappresentate da questa idea progettuale ampia dal nome “il Sentiero dei Lupi”…

Il Documento Preparatorio [al sinodo dei giovani 2018] propone una riflessione articolata in tre passi. Si comincia delineando sommariamente alcune dinamiche sociali e culturali del mondo in cui i giovani crescono e prendono le loro decisioni, per proporne una lettura di fede. Si ripercorrono poi i passaggi fondamentali del processo di discernimento, che è lo strumento principale che la Chiesa sente di offrire ai giovani per scoprire, alla luce della fede, la propria vocazione. Infine si mettono a tema gli snodi fondamentali di una pastorale giovanile vocazionale. Si tratta quindi non di un documento compiuto, ma di una sorta di mappa che intende favorire una ricerca i cui frutti saranno disponibili solo al termine del cammino sinodale.

In sintesi, integrando desideri, speranze e esperienze di Chiesa Locale e provocazione e indicazioni progettuali della Chiesa Universale la domanda che ci poniamo è: cosa mettere nello Zaino?

la Mappa: Cos’è una mappa? Una mappa traccia i punti principali del cammino e segna il luogo dove si è passati.

Camminare con i giovani nell’uscire, vedere, chiamare…

La Bussola: la bussola rappresenta l’orientamento del cammino, segna i punti cardinali e indica le direzioni e i percorsi.

Crescere con i giovani nel conoscere, conoscersi, orientare ai valori veri della vita…

La Borraccia: è necessaria per sopravvivere nel cammino, soprattutto quando la strada si fa arida e difficile. Rappresenta la perenne sete del ricercatore.

Costruire con i giovani nell’educare, formare, vivere…

 

a cura di Giuseppe Cestone e don Carmine Fischetti