Il cammino delle sette cattedrali

Il cammino delle 7 cattedrali è stato un percorso umano e spirituale che ci ha portato, attraverso i luoghi sacri, storia, natura e cultura della nostra terra ad accogliere in un modo diverso (e nuovo) la misericordia di Dio. Questo cammino è iniziato il 30 agosto a Monteverde e passando per Bisaccia, Conza, Sant’Angelo, Frigento, Montemarano, Nusco, si è concluso il 5 settembre nell’abazia del Goleto con la veglia di ringraziamento. E’ stata un esperienza che ha messo a confronto e alla prova ognuno di noi…

Il brano del vangelo che ha guidato il nostro cammino è il “IL DISCORSO SUL MONTE”.

Ogni mattina ci svegliavamo alle  5 e mezza per fare colazione tutti insieme e prepararci alla lunga giornata che ci aspettava, successivamente ci incamminavamo, dopo la preghiera del mattino dedicata a san Guglielmo da Vercelli (patrono dell’Irpinia). Appena ci mettevamo in cammino ci trovavamo di fronte lo spettacolo del sole che sorgeva su bellissimi paesaggi, di cui prima ignoravo l’esistenza; lungo il percorso, seguendo le frecce che ci indicavano la strada da percorrere, pur avendo età diverse, abbiamo condiviso insieme momenti di pensiero, ma anche momenti di fatica e di gioia. Verso la metà del percorso giornaliero sostavamo in luoghi di preghiera dove recitavamo le lodi e ascoltavamo una parte del brano del Vangelo. Riprendevamo il nostro cammino in silenzio meditando ciò che avevamo ascoltato; dopo mezz’ora il gruppo si ricompattava e si proseguiva il cammino fino alla fine della tappa. Arrivati alla meta ci rinfrescavamo e consumavamo il pranzo a sacco che la mattina ci era stato donato dalla comunità che ci aveva ospitato. Ogni sera ci raggiungeva il nostro Arcivescovo Pasquale per la catechesi dove ci ricordava i tre binomi che erano l’obbiettivo del nostro cammino giornaliero: respirare ossigeno e cacciare le tossine, osservare con gli occhi la bellezza della natura, e riflettere con il cuore sulla parola di Dio. Dopo la catechesi cenavamo insieme all’Arcivescovo e alla comunità che ci ospitava. In ogni paese abbiamo fatto esperienze diverse: a Monteverde e Bisaccia abbiamo visitato il castello, a Conza abbiamo partecipato ad un laboratorio musicale, a Frigento c’era la sagra nei vicoli del paese e a Montemarano abbiamo passato la serata con il karaoke. La nostra giornata si concludeva con la “preghiera della sera” e poi tutti insieme a dormire nel proprio sacco a pelo.

Quest’ esperienza  è servita a farmi riflettere meglio su i miei limiti, e a capire i miei punti deboli e i miei punti di forza; ho visitato delle Cattedrali diverse tra loro ma tutte con un ricco passato storico che Don Tarcisio ogni sera ci ha illustrato. Ho ascoltato racconti personali dai miei compagni di cammino che mi hanno colpito molto, ma soprattutto ho incontrato persone molto belle che ci hanno ospitato e che hanno dedicato parte del loro tempo per prepararci la cena e la colazione e tante altre persone che durante il cammino ci hanno supportato e aiutato nei momenti difficili come i volontari della Misericordia.

Durante il cammino, fra i tanti passi del vangelo che abbiamo ascoltato e condiviso ogni giornata questo è stato quello che ho sentito più mio, più vicino al mio cuore. “Non accumulate per voi tesori dove tarme e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano, accumulate invece per voi tesori in cielo dove ne tarma ne ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché dov’è il tuo tesoro la sarà anche il tuo cuore”. Il cammino mi ha fatto “ iniziare” a capire i valori e gli scopi reali che ognuno dovrebbe avere nella propria vita, che spesso desideriamo vivere chissà quali esperienze ma alla fine basta già camminare, condividere lo stare bene con se stessi, con altre persone. In questo cammino spesso sentivo la necessità di trasmettere la mia forza e la mia positività per aiutare un amico in un momento di sconforto, di non dare forza solo a me stesso ma a chiunque ne avesse avuto bisogno, e penso sia stato così per tutti in quanto non c’è stato un solo momento in cui mi sia sentito solo. A volte durante qualche riflessione collettiva mi commuovevo in quanto mi sentivo molto vicino a Dio, avevo la sensazione di essere nel posto giusto e di non desiderare nient’ altro, questo è quello che più mi ha colpito: non avere niente e pure sentirsi come se si avesse tutto;

non credo di aver provato questa sensazione così tante volte ed è per questo che suggerisco a tutti di fare quest’esperienza; di non pensare a questo cammino come un qualcosa in cui si prega e basta, come è stato considerato da alcuni miei amici, ma come un’esperienza che permette di conoscerti un po’ di più.

a cura di Angelo Miele e Rosita Megaro

 

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